Expedition HashimaLa lore di The Hive · Stagione 1
Il mondo dopo il Virus Z, la nuova società e il viaggio della S.S. Brena.
Questa raccolta riunisce tutto ciò che si sa del mondo di THE HIVE. Le informazioni sono quelle note a gran parte della popolazione e all'equipaggio della S.S. Brena: voci, registri, trasmissioni radio e racconti dei superstiti. Non tutto ciò che si racconta è vero, e non tutto ciò che è vero viene raccontato.
Capitolo I
Il mondo dopo il Virus Z
Eventi noti a gran parte della popolazione.
L'incidente della Rify
L'incidente della Rify è considerato l'evento chiave nella diffusione del Virus Z. La versione pubblica collega il relitto, incagliato sulle coste del Chernarus nel 2018, a materiali contaminati, sostanze pericolose e ricerche non dichiarate.
Il cambiamento climatico
Negli anni precedenti alla pandemia vera e propria si iniziano a registrare temperature medie più basse e anomalie climatiche sempre più evidenti. All'epoca nessuno parla seriamente di una nuova era glaciale: il fenomeno viene considerato una normale anomalia climatica.
Il meteorite di Chiemsee
Pochi mesi prima dell'incidente della Rify viene registrata la caduta di un meteorite. Testimonianze provenienti da regioni distanti descrissero una scia luminosa e la possibile caduta di uno o più frammenti. I dati disponibili sono incompleti: alcuni osservatori indicarono un'origine naturale, altri collegarono l'evento alla pandemia. Da allora sono nate decine di teorie, molte probabilmente fantasie. Alcune continuano però a interessare gruppi scientifici e militari, e una parte della popolazione è convinta che il meteorite sia la causa del Virus Z.
La pandemia
Tra il 2018 e il 2020 il Virus Z raggiunge il suo picco di contagi. Miliardi di morti. Milioni di infetti.
Il Grande Silenzio
Il Grande Silenzio indica il periodo in cui le comunicazioni globali smisero di funzionare. Prima caddero internet e le reti civili. Poi le trasmissioni di emergenza. Infine rimasero solo canali radio locali o privati. Oggi il Grande Silenzio è considerato il vero punto di non ritorno: da quel momento nessuno ha più avuto una visione completa del mondo.
Il collasso delle grandi città
Le grandi città furono le prime a diventare ingestibili. Troppa popolazione, ospedali pieni, panico, saccheggi, violenza incontrollata e infrastrutture al collasso. Alcune vennero evacuate. Altre furono sigillate. In alcuni casi vennero cancellate con bombardamenti usati come contenimento estremo.
La rinascita della pirateria
Dopo il collasso della società moderna il mare è tornato a rivestire un ruolo centrale. Le rotte sicure cambiano costantemente, condizionate dalla disponibilità di carburante, dalle condizioni meteo, dall'influenza delle nuove città-stato e dalla presenza di pirati.
I pirati moderni cercano risorse vitali: assaltano i mercantili per depredare carburante, cibo, medicine, armi, pezzi di ricambio tecnologici e anche personale qualificato.
Nei racconti dei superstiti
Grandi città perdute
Esecuzioni sommarie di civili sospettati di infezione
Bombardamenti usati come contenimento
Razionamento di cibo e acqua
Il meteorite del 2018
La nave Rify, 2018
Evacuazioni fallite
Ospedali abbandonati
Convogli spariti
Autorità locali che mentono sul proprio livello di controllo
Navi funzionanti trattate come risorse inestimabili
Il Virus Z rallentato dal freddo estremo
Lo stato del mondo
300–350milioni di persone, stimate
Le stime restano imprecise: molte regioni e città non comunicano da anni.
Dove si vive
La maggior parte della popolazione mondiale è concentrata vicino al mare. Enclave, città-stato, porti fortificati, comunità e isole remote.
Società
Frammentata, sostenuta da rotte navali, comunicazioni radio sporadiche, scambi e baratti locali, autorità provinciali.
Tecnologia
La tecnologia avanzata esiste ancora. Il problema è reperirla, alimentarla, mantenerla e trovare personale capace di utilizzarla.
Produzione
La maggior parte delle comunità vive di recupero, piccole riparazioni, riciclo e produzione locale. Solo pochissime città-stato mantengono fabbriche, laboratori e industrie.
Non esiste una cura per il Virus Z.
Radar militari convivono con messaggi morse e note consegnate a mano. Vecchi server custodiscono dati che nessuno riesce più a leggere. Una nave costruita per trasportare container può diventare una città indipendente. Una fabbrica dimenticata può provocare una guerra. Un medico può valere più di cento fucili. E un singolo bambino può essere considerato il bene più importante di un'intera comunità.
Capitolo II
Le nazioni
Ciò che resta del vecchio mondo.
Federazione Russa
La Russia risulta ancora esistente, almeno in parte. Trasmissioni radio, convogli e presidi costieri confermano una gestione centralizzata in alcune regioni. Il controllo reale del territorio varia molto, ma la presenza militare russa è ancora riconoscibile in diversi settori.
Informazioni note
Alcune basi militari sono ancora operative
Diversi porti strategici risultano controllati
Esistono convogli e tratte ferroviarie protette
Unione Europea
Il termine “autorità europee” viene ancora usato in vecchi documenti, permessi, visti, registri e comunicazioni radio. Per molti superstiti, però, l'Europa è una rete di porti, città-stato, enclave agricole e basi militari che collaborano quando conviene.
Informazioni note
I porti hanno assunto grande importanza
Documenti e timbri europei possono ancora avere valore in alcune enclave
Regno Unito
Il Regno Unito risulta ancora esistente. La sua natura insulare ha permesso un contenimento migliore rispetto al continente, ma il costo è stato enorme. Le coste sono militarizzate, gli sbarchi non autorizzati vengono respinti e molte città, inclusa Londra, sono perdute.
Informazioni note
Parte della marina britannica è ancora operativa
Il Distretto del Solent è uno degli snodi più importanti
L'accesso via mare è rigidamente controllato
Gli stranieri vengono accettati solo in casi selezionati
Stati Uniti d'America
Washington viene ancora nominata in alcune comunicazioni ufficiali, ma il controllo reale sull'intero paese è incerto. Molte autorità locali, basi militari e stati federali operano in completa autonomia.
Informazioni note
Stati federali isolati
Grandi città perse
Militari che operano autonomamente
Parti della flotta navale sarebbero ancora attive nell'Atlantico e nel Pacifico
Informazioni ufficiali rare e contraddittorie
Repubblica Popolare Cinese
Il governo centrale continua a essere nominato in trasmissioni, documenti e messaggi ufficiali, e ufficialmente la Cina mantiene una linea di continuità statale. Fuori dalle aree fortificate, però, l'autorità varia da regione a regione: molte province sono diventate amministrazioni autonome. Chi viaggia o commercia sa che ogni settore può avere regole, valute, permessi e comandi diversi.
Informazioni note
Alcune zone industriali sono operative
I porti principali sono militarizzati
L'accesso agli stranieri è limitato
Giappone
Il Giappone ha subito un collasso grave, soprattutto nelle aree urbane ad alta densità. Tokyo, Osaka e altri grandi distretti sono considerati perduti. Alcune isole, prefetture costiere e autorità portuali risultano però ancora attive.
Informazioni note
Alcune zone costiere sono ancora accessibili
Sasebo Harbour è uno degli scali più noti
Trasmissione ricevuta · area di Hashima
Nell'area di Hashima, le informazioni che abbiamo ricevuto parlano di strutture industriali abbandonate, miniere, bunker militari, archivi lasciati indietro e assenza di autorità locali riconosciute.
Australia
L'isolamento geografico ha rallentato la diffusione iniziale del Virus Z, soprattutto nelle zone remote. Il contagio è arrivato comunque attraverso porti, voli e navi cargo. Le grandi città costiere come Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth sono considerate perse.
Informazioni note
La Tasmania è considerata una delle aree più stabili
Gli ingressi via mare sono rigidamente controllati
Capitolo III
La nuova società
Nuova società, nuove regole.
Forme di comunità
Città-stato
Attorno ai porti e alle ferrovie ancora funzionanti si sono create comunità indipendenti. Controllano banchine, carburante, magazzini, officine, scali, trasmissioni radio e flotte mercantili. Alcune si presentano come governi, altre sono gestite da mercanti, famiglie locali o ex autorità portuali. Vivono di scambi commerciali, trasporto via mare, riparazioni e controllo delle rotte.
Comunità navali
Molte navi ancora operative sono diventate comunità indipendenti. La S.S. Brena rientra in questa categoria: una comunità autonoma con regole interne, reparti, gerarchie e risorse limitate. Una nave funzionante vale quanto una città.
Enclave
Molti sopravvissuti hanno formato piccoli gruppi indipendenti. Alcuni hanno occupato strutture, villaggi, basi abbandonate, fattorie, miniere o impianti industriali. Altri si sono trasformati in milizie territoriali, comunità isolate o semplicemente in banditi. Le enclave possono essere stabili, povere, violente, autosufficienti o completamente dipendenti da scambi esterni.
Centri di ricerca
Alcuni laboratori avanzati e centri di ricerca sono sopravvissuti. Di solito si trovano in luoghi difficili da raggiungere e non lavorano più per il pubblico. Possono dipendere da governi residui, autorità militari, città-stato o gruppi privati. Le informazioni affidabili sono poche: i nomi circolano, ma i dettagli reali sono quasi sempre riservati.
Il valore delle persone
Il Grande Silenzio non ha cancellato soltanto stati e governi: ha cambiato anche il valore delle persone. Dopo anni di epidemia, carestia, migrazioni e conflitti, la popolazione mondiale è una frazione di quella precedente al Virus Z. In molte regioni il problema principale non sono le risorse materiali, ma trovare abbastanza persone capaci di mantenere funzionante ciò che resta. Un medico, un tecnico navale, un elettricista industriale o un ingegnere possono valere più del carico di una nave. Le comunità sopravvissute hanno sviluppato leggi, economie e costumi molto diversi fra loro.
Popolazione
Le comunità conosciute possono comprendere poche decine di persone oppure diverse migliaia. Gli insediamenti più grandi sono spesso città-stato costiere, porti fortificati o vecchie industrie ancora parzialmente funzionanti.
Gli spostamenti via terra sono estremamente pericolosi, mentre una nave può trasportare persone, carburante, macchinari, medicinali, materiali da costruzione e interi moduli abitativi e industriali tra comunità distanti centinaia di chilometri. Esistono ancora enclave continentali, ma molte dipendono dai collegamenti con la costa.
Le regioni più interne sono spesso anche quelle dove sono rimasti più reperti tecnologici intatti: fabbriche, depositi militari, laboratori e infrastrutture costruite prima del collasso. Raggiungerle significa però attraversare centinaia o migliaia di chilometri nelle zone più compromesse dal Virus Z.
Specie in via d'estinzione
La scarsità di popolazione ha conseguenze che vanno oltre la mancanza di manodopera. I bambini sono pochi: in alcune comunità non ne nasce uno per anni. La natalità ridotta e la dimensione limitata degli insediamenti hanno trasformato anche il ricambio genetico in un problema concreto. Per questo matrimoni, trasferimenti e accordi di residenza hanno spesso anche una funzione demografica.
Alcune comunità organizzano programmi di migrazione volontaria. Altre mantengono registri genealogici. Altre ancora hanno sviluppato rituali, consuetudini o procedure formali legate alla procreazione, che possono essere completamente volontarie oppure fortemente influenzate dalla pressione sociale. Le città più organizzate cercano soprattutto persone provenienti da altri insediamenti: un nuovo abitante significa nuove competenze, ma anche nuovo patrimonio genetico.
Migrazione e cittadinanza
Molte città-stato offrono condizioni particolari ai migranti. Medici, ingegneri, tecnici industriali, agronomi, meccanici, chimici e personale sanitario possono ricevere alloggio o accesso rapido alla cittadinanza. Alcune comunità inviano deliberatamente emissari nelle città-stato per reclutare personale qualificato. La migrazione è diventata così una forma di competizione politica: una città può perdere una guerra senza che venga sparato un colpo, semplicemente perdendo i propri tecnici o medici.
Temi maturi. Le sezioni che seguono descrivono aspetti duri di questo mondo. In gioco restano sullo sfondo: si traducono in contratti, debiti, prigionieri e conseguenze RP, mai in scene esplicite.
Commercio di persone
In alcune regioni è tornata la schiavitù. Non esiste una definizione internazionale condivisa. Alcune città-stato permettono il trasferimento di prigionieri, debitori o condannati da usare per i lavori più rischiosi. Altre riconoscono contratti di servizio estremamente vincolanti. In alcune aree le persone vengono scambiate direttamente tra comunità, per ragioni economiche, professionali, diplomatiche o demografiche: un tecnico specializzato può essere ceduto come parte di un accordo commerciale, un gruppo di lavoratori trasferito in cambio di carburante o medicinali. Nei casi più estremi gli accordi riguardano persone considerate adatte ad ampliare il patrimonio genetico di comunità isolate. Queste pratiche sono tra gli argomenti più divisivi del mondo contemporaneo. Nei porti più grandi esistono perfino intermediari specializzati nel negoziare contratti di trasferimento.
Mercato degli schiavi. Fortezza di Bergen. Norvegia.
Traffico di bambini e organi
Negli archivi contemporanei esistono testimonianze di traffico di organi umani e bambini. I casi più estremi descrivono strutture specializzate nelle quali i prigionieri venivano mantenuti in vita per essere usati come fonte di organi e tessuti. Non tutte le testimonianze possono essere verificate, ma alcuni siti sono stati realmente scoperti.
Questi episodi hanno dato vita a una delle poche convenzioni informali condivise tra molti porti: chi organizza questo tipo di commercio raramente trova protezione diplomatica quando viene catturato.
Cannibalismo
Il cannibalismo non è più universalmente considerato un tabù. Rimane fortemente condannato nella maggior parte delle comunità, ma esistono regioni dove viene tollerato e integrato nelle tradizioni locali. Sono note sette, enclave e gruppi apertamente cannibali. Alcuni considerano il consumo dei morti un rituale religioso, altri lo giustificano come necessità, altri ancora hanno costruito intere identità comunitarie attorno alla pratica. Il semplice sospetto di cannibalismo può bastare perché un insediamento venga escluso da molte rotte commerciali.
Accampamento di un gruppo cannibale. Grandi Laghi. Canada.
Gli infetti
Per la maggior parte delle comunità una persona infetta non è più recuperabile. Ucciderla viene generalmente visto come un atto di pietà. Molti equipaggi e comunità mantengono rituali specifici per i membri che mostrano i primi sintomi: alcuni preferiscono essere uccisi da un compagno, altri chiedono di essere lasciati indietro, alcune comunità cremano immediatamente i corpi. Le differenze culturali sono enormi, ma il principio è quasi universale.
“Nessuno vuole diventare uno di loro.”
Vecchiaia
Gli anziani sono diventati rari. Malattie facilmente curabili nel vecchio mondo tornano a essere letali, e in molte comunità raggiungere i sessant'anni significa essere considerati molto anziani. Non esistono sistemi pensionistici capaci di sostenere persone per decenni: chi può continua a lavorare, chi non può dipende dalla famiglia o dalla comunità. Per le malattie terminali alcune culture hanno sviluppato forme riconosciute di suicidio assistito. Può essere una procedura medica, un rituale religioso, un ultimo viaggio, oppure la decisione personale di non consumare risorse che potrebbero servire ai più giovani.
La cura del Virus Z
Nei primi anni dell'epidemia si parlava continuamente di una possibile cura. Oggi quelle storie appartengono quasi alla mitologia. Ogni porto ne conosce almeno due versioni, ma nessuna prova è mai stata abbastanza convincente da chiudere la discussione. La maggior parte delle persone considera la cura una favola.
Esistono anche racconti su individui immuni al Virus Z. Quasi sempre vengono liquidati come leggenda. Ogni tanto, però, emergono testimonianze difficili da spiegare: individui mai infettati da graffi e ferite, campioni di sangue apparentemente anomali. Non esistono prove pubblicamente riconosciute. Ma esistono organizzazioni disposte a spendere enormi quantità di risorse per trovarle.
Il valore delle competenze
Nel vecchio mondo esistevano milioni di persone capaci di riparare un motore, operare un macchinario o mantenere una centrale elettrica. Oggi quelle conoscenze stanno scomparendo. Radar, turbine, sistemi informatici, apparati medici, sistemi d'arma e macchinari automatizzati possono ancora funzionare: il problema è trovare qualcuno che sappia farli funzionare. Per questo medici, tecnici specializzati, ingegneri, meccanici navali e manutentori di impianti industriali sono estremamente preziosi. La perdita di una singola persona può significare perdere definitivamente una tecnologia. Molte comunità conservano manuali, videocassette tecniche, libri universitari e documentazione industriale come veri patrimoni.
Il ritorno all'analogico
Componenti elettronici, batterie specialistiche e reti digitali dipendevano da una catena industriale globale che non esiste più. Il mondo ha quindi assistito a un ritorno massiccio verso tecnologie più semplici e riparabili.
Politica
Il potere politico è diventato fortemente localizzato. Le grandi nazioni esistono soprattutto come memoria e simbolo; il controllo reale appartiene alle città-stato, alle comunità fortificate e alle reti di insediamenti. Alcune città sono diventate importanti perché controllano qualcosa che gli altri non possiedono. Non è raro che due comunità combattano per mesi per il controllo di una sola infrastruttura. Nel nuovo mondo una vecchia fabbrica capace di produrre cuscinetti può essere più strategica di un intero quartiere residenziale.
Isole e città perse
Il Grande Silenzio ha lasciato intere regioni fuori dalle mappe, e lo stesso vale per numerose isole. Alcune non hanno più comunicato con il resto del mondo. Ogni tanto una nave decide di controllare. A volte trova rovine. A volte trova sopravvissuti. A volte non torna.
Città sotterranee
Esistono racconti su comunità nate interamente sotto terra: tunnel ferroviari, bunker militari, miniere, metropolitane. La più famosa sarebbe quella sviluppatasi nella metropolitana di Mosca. Le informazioni affidabili sono poche e spesso contraddittorie. Secondo alcuni racconti migliaia di persone vivrebbero ancora nei tunnel; secondo altri si tratta di una leggenda costruita attorno a un best-seller famoso nel vecchio mondo.
Regioni artiche
Le zone artiche rappresentano un paradosso. Sono tra le regioni più difficili in cui vivere: producono poco cibo, possiedono poche risorse facilmente accessibili e dipendono fortemente dal carburante. Sono però anche tra le aree meno colpite dagli infetti. Per questo alcune comunità hanno scelto deliberatamente di stabilirvisi: la sicurezza biologica viene pagata con una lotta quotidiana contro il freddo e la fame.
Centrali nucleari
Il destino di numerose centrali nucleari rimane sconosciuto. Alcune sono state spente correttamente durante i primi anni della crisi. Altre sono state abbandonate. Per alcune non esistono comunicazioni dal Grande Silenzio. Le mappe nautiche e terrestri riportano quindi vaste aree di esclusione basate su informazioni spesso vecchie di anni. Nessuno sa con certezza quali zone siano realmente contaminate.
Molte imbarcazioni sono state modificate decine di volte. Una nave cargo può montare radar militari recuperati. Un vecchio traghetto può diventare una città galleggiante. Un peschereccio può essere trasformato in officina. Una nave militare può utilizzare componenti civili semplicemente perché sono gli unici disponibili. L'estetica navale contemporanea è il risultato della necessità: saldature, pezzi recuperati, antenne e sistemi costruiti mezzo secolo prima convivono sulla stessa nave.
Navi militari
Le navi militari ancora operative sono tra le più temute, ma il loro valore reale dipende dalle munizioni. Un sistema d'arma navale senza proiettili compatibili è soltanto ferraglia costosa. Per questo alcune vecchie unità utilizzano armamenti completamente diversi da quelli originali: cannoni terrestri, mitragliatrici, lanciarazzi, sistemi civili modificati. Una nave può conservare radar e corazzatura militare ma combattere con armi montate vent'anni dopo il suo varo.
Navi indipendenti
Alcune navi non appartengono a nessuna città-stato: esistono come comunità autonome. La S.S. Brena appartiene a questa categoria. La sua sopravvivenza dipende da ciò che riesce a ottenere a terra. Gli equipaggi esplorano isole e località abbandonate, recuperano ciò che può ancora avere valore e lo scambiano nei mercati delle città-stato.
Questo rende alcune navi politicamente scomode. Possono commerciare con più fazioni, entrare in territori contesi, trasportare persone indesiderate, recuperare informazioni che qualcuno preferirebbe dimenticare. Eppure molte città non possono permettersi di cacciarle, perché hanno bisogno di ciò che portano.
Navi fantasma
Sono stati registrati diversi casi di imbarcazioni trovate alla deriva con l'intero equipaggio infetto. Alcune continuavano a navigare grazie al pilota automatico, altre sono state ritrovate incagliate sulle coste. Le cosiddette navi fantasma sono considerate estremamente pericolose: possono contenere carburante, cibo, armi, attrezzature o tecnologie, ma anche centinaia di infetti rinchiusi nei ponti inferiori. Per questo il loro recupero è uno dei lavori più redditizi e meno popolari del nuovo mondo.
Aviazione
Possedere velivoli funzionanti è diventato uno dei simboli più evidenti della ricchezza di una città-stato. Pochissime comunità possono permettersi una vera aviazione: carburante, ricambi, piste, meccanici e piloti rappresentano costi enormi. Per questo la maggior parte degli aeromobili operativi è vecchia e mantenuta in condizioni operative con componenti recuperati.
Nel mondo attuale anche una macchina antiquata può cambiare completamente l'equilibrio militare di una regione. Un elicottero può raggiungere in un'ora un luogo che richiederebbe giorni via terra. Per questo ogni velivolo capace di decollare viene trattato come risorsa strategica.
Piattaforma di manutenzione. Stretto di Gibilterra.
La guerra
Utilizzare deliberatamente gli infetti durante un conflitto è considerato uno dei pochi crimini universalmente riconosciuti. Quasi tutte le comunità considerano questa pratica disumana. Questo non significa che non accada. Alcuni gruppi pirata sono diventati famosi proprio per aver liberato infetti contro insediamenti costieri o aver trainato navi infette verso porti nemici. Queste tattiche hanno contribuito alla reputazione quasi leggendaria di alcuni capitani pirata.
Capitolo V
Città-stato famose
Porti, enclave e fortezze conosciute.
Asia orientale e Pacifico settentrionale
Sasebo Harbour
Giappone meridionale
Ex area portuale giapponese trasformata in autorità autonoma. È una delle realtà più note vicino all'area di Hashima. Controlla banchine, officine navali, carburante e magazzini. L'ingresso è regolato da quarantene e registrazione obbligatoria.
stabile
severa
Perimetro Busan
Corea del Sud
Una delle enclave portuali più importanti dell'Asia orientale. Il centro urbano è stato ridotto, ma il porto e alcune zone industriali sono rimasti operativi sotto amministrazioni locali militari-civili.
organizzata
armi
difficile da raggiungere
Singapore
Sud-est asiatico
Sopravvissuta riducendosi a una città-fortezza. Il controllo sugli ingressi è estremo, le quarantene sono lunghe e il razionamento è rigido. Resta uno dei nodi più importanti per carburante, tecnologia e rotte tra Oceano Indiano e Pacifico.
efficiente
tecnologia
impenetrabile
Manila Bay
Filippine
Spesso nominata nelle trasmissioni del Pacifico, ma le informazioni sono contraddittorie. Alcune zone portuali sarebbero ancora attive, altre sarebbero cadute sotto milizie o gruppi criminali.
instabile
pericolosa
legata al traffico di organi e persone
Kaohsiung Free Docks
Taiwan
Zona portuale fortificata, con alcune industrie pesanti e cantieri attivi. Non è chiaro quanto resti del vecchio governo taiwanese, ma il porto compare spesso nei documenti mercantili.
industria
tecnologia
armi
Shanghai
Cina orientale
Shanghai era troppo popolata per sopravvivere come città. Le notizie parlano di insediamenti fluviali e portuali separati, controllati da comandi locali, sicurezza privata o resti statali. Il nome “Shanghai” circola ancora, ma indica solo zone militarizzate e non la città.
enorme
frammentata
pericolosa
Hong Kong Quarantine Zone
Cina meridionale
Conosciuta come porto chiuso. La situazione attuale è poco chiara: alcuni mercanti sostengono che parti del porto funzionino ancora, altri parlano di una zona morta, troppo rischiosa per attraccare.
chiusa
pirati
persa
Russia orientale e Artico
Cittadella di Vladivostok
Russia orientale
Uno dei principali porti militari sopravvissuti nel Pacifico settentrionale, legato a ciò che resta del comando russo nell'Estremo Oriente. Controlla navi, depositi, cantieri, scorte militari e alcuni collegamenti ferroviari.
militarizzata
freddo
strategica
Porto Bianco di Arkhangelsk
Russia settentrionale
Enclave artica nata attorno ai cantieri navali e alle rotte del nord. Il clima ha aiutato il contenimento, ma rende la sopravvivenza dipendente da carburante, manutenzione e scorte.
freddo estremo
isolata
Murmansk
Russia nord-occidentale
Citata come nodo militare artico ancora operativo. Ha valore per rotte navali, carburante e armi. Non è una città aperta: è una zona militare con presenza civile.
strategica
carburante
freddo estremo
Novosibirsk
Siberia
Un nodo ferroviario. Le voci parlano di depositi e tratte ancora attive fino a Mosca. Sopravvive grazie a controllo territoriale, logistica e treni corazzati.
freddo estremo
ferrovia
orsi
Mediterraneo
Gibilterra
Stretto di Gibilterra
Una delle enclave più strategiche al mondo: controlla il passaggio tra Atlantico e Mediterraneo. È associata a resti britannici ed europei. Qui le navi vengono ispezionate, respinte o sequestrate.
fortezza marittima
blocco navale
trasmissioni radio
Ravenna
Nord Adriatico, Italia
Città-stato nata attorno al porto, ai magazzini e a ciò che resta del polo chimico. È governata da un consiglio misto di autorità portuali ed ex funzionari politici.
cantieri navali
industria chimica
carburante
Cagliari Arsenale
Mar Tirreno, Italia
Nota come porto sopravvissuto del Mediterraneo. La città interna è abbandonata, ma banchine, cantieri navali e magazzini militari sono ancora attivi. Commercia con comunità costiere, convogli e navi indipendenti.
militare
isolata
sicura
Marsiglia
Francia meridionale
Viene citata spesso, ma non sempre bene. Il porto sarebbe diviso tra autorità locali e reti di contrabbando. Non è considerata sicura, ma resta difficile da ignorare sulle rotte mediterranee.
politicamente instabile
corruzione
legata al traffico di organi e persone
Malta
Mediterraneo centrale
Sopravvissuta grazie alla sua posizione naturale e a un severo controllo marittimo.
chiusa
strategica
inaccessibile
Alessandria d'Egitto
Mediterraneo orientale
Parte della città è perduta, ma il porto e alcune zone costiere sarebbero ancora attivi sotto autorità militare.
sovrappopolazione
rischio biologico
instabile
Haifa
Levante
Citata come porto fortificato con accesso limitato.
militare
segretezza
inaccessibile
Cipro
Mediterraneo orientale
Isola divisa tra più comunità civili e presidi armati. La posizione la rende importante e contesa da altre città-stato.
strategica
politicamente instabile
Europa settentrionale e Atlantico
Rotterdam
Paesi Bassi
Uno dei nomi più importanti d'Europa. Controlla parte delle vecchie infrastrutture logistiche: canali, magazzini, cantieri e officine.
cantieri navali
industria
organizzata
Lega del Baltico
Scandinavia, Baltico, Germania settentrionale
Rete di porti e insediamenti costieri (Danimarca, Finlandia, Svezia, Åland, Fær Øer, Germania) che coopera per mantenere rotte sicure, scambi e pattuglie di sicurezza. Rispetto ad altre zone funziona in modo relativamente ordinato.
sicurezza
cooperazione
freddo
Fortezza di Bergen
Norvegia
Sopravvissuta grazie alla sua geografia, alla bassa densità abitativa e alla possibilità di controllare gli accessi via mare. Accoglie pochi stranieri e applica controlli severi.
ordinata
freddo
accesso limitato
Reykjavik-Keflavik
Islanda
Area autonoma nata tra il porto, l'aeroporto e le vecchie infrastrutture geotermiche. È uno dei luoghi più ambiti dai migranti dell'Atlantico: energia, acqua pulita, isolamento strategico.
stabile
isolata
accesso limitato
Distretto del Solent
Regno Unito
Area fortificata tra Portsmouth, Southampton e l'isola di Wight. È uno dei principali snodi britannici. Le coste sono controllate e gli sbarchi vengono respinti.
marina britannica
blocchi navali
militare
Cork Harbour
Irlanda
Citata come porto libero atlantico aperto agli scambi. È meno militarizzata di altri scali, ma mantiene controlli sanitari e portuali.
commercio
alcol
comunità civile unita
Africa, Medio Oriente e Oceano Indiano
Jebel Ali
Golfo Persico, Emirati Arabi Uniti
Enclave nata attorno al grande porto di Dubai. È controllata da un misto di autorità locali e sicurezza privata. È nota per carburante, pezzi industriali, veicoli e tecnologia.
veicoli
carburante
accesso limitato
Aden
Yemen
Scalo pericoloso tra Mar Rosso e Oceano Indiano. L'autorità cambia spesso tra milizie e amministrazioni locali.
pericolosa
politicamente instabile
legata al traffico di organi e persone
Mombasa
Kenya
Una delle enclave più citate dell'Africa orientale. Porto, ferrovia e commercio la rendono importante, ma anche bersaglio costante dei pirati locali.
pirati
caldo
trafficata
Table Bay
Sudafrica
Uno dei principali scali dell'emisfero sud. Controlla cantieri, acqua, magazzini e industrie tecnologiche.
strategica
tecnologia
industria
Port Louis
Mauritius
Isola di transito nell'Oceano Indiano, utile come sosta per acqua, riparazioni e rifornimenti.
isolata
commercio limitato
comunità civile unita
Seychelles Outer Stations
Seychelles
Rete di isole e piattaforme costiere. Alcune sarebbero abitate e sicure, altre usate come basi logistiche dai pirati locali.
isolate
pirati
legate al traffico di organi e persone
Nord America
Halifax
Canada Atlantico
Uno dei porti nordamericani più citati. La posizione sull'Atlantico e la presenza della flotta militare l'hanno resa un centro di controllo e scambio.
organizzata
militare
freddo
Boston
USA nord-orientali
Famosa per la sua caduta. Le notizie più aggiornate parlano di quarantena e settori persi. Non è una città sicura, ma resta un nome importante quando si parla di ricerca medica legata al Virus Z.
speranza
ricerca sul Virus Z
persa
Norfolk
USA, Virginia
Uno dei nomi più associati a ciò che rimane della flotta navale militare statunitense. Non è una città aperta: è una zona logistica militare.
marina USA
accesso negato
segretezza
Great Lakes
USA / Canada
Rete di comunità nate attorno ai Grandi Laghi: avamposti e porti lacustri, agricoltura e pesca.
comunità civile unita
agricoltura
alcol
San Diego
USA occidentali
Citata come città persa del Pacifico. Le informazioni sono poche: potrebbe essere parzialmente attiva, divisa in settori o compromessa.
comunicazioni interrotte
Anchorage
Alaska
Piccola enclave nota come punto estremamente isolato, utile come sosta di rifornimento per le rotte artiche.
freddo estremo
remoto
carburante
America Latina e Atlantico meridionale
Valparaíso
Cile
Porto libero del Pacifico meridionale. È noto tra navi e mercanti per riparazioni, scambi e alcol. Ha controlli meno rigidi di altri porti, ma anche meno sicurezza.
porto libero
pirati
alcol
Punta Arenas
Cile meridionale
Scalo importante per le rotte verso l'Atlantico meridionale. È piccolo, freddo e isolato.
freddo
comunità civile unita
Montevideo
Uruguay
Porto relativamente ordinato rispetto ad altre aree sudamericane. Mantiene una funzione commerciale regionale.
sicurezza
commercio
riparazioni
Santos
Brasile
Famosa per l'industria, ma le notizie sono contraddittorie. Alcuni parlano di settori ancora attivi, altri di guerre tra gruppi locali.
industriale
caotica
legata al traffico di organi e persone
Ushuaia Last Port
Argentina
Circola nelle storie dei sopravvissuti come porto remoto e difficile da raggiungere. Abbastanza famoso da essere cercato da chi non ha più alternative.
fine del mondo
isolamento
freddo estremo
Nessun porto corrisponde alla ricerca.
Capitolo VI
Navi famose
Questo elenco include alcune delle navi note all'equipaggio della S.S. Brena tramite incontri diretti, scambi, avvistamenti, mercanti, registri portuali e segnalazioni raccolte durante la navigazione.
M/V White Kestrel
Mercantile
Nord Pacifico, rotte tra Busan, Sasebo e Vladivostok
Operativo
Si occupa principalmente del trasporto di persone e tecnologia. Evita porti instabili e viaggia quasi sempre scortato da mercenari. La Brena lo ha incontrato più volte nelle rotte asiatiche. I rapporti parlano di un equipaggio disciplinato, poco incline alle conversazioni e molto attento ai controlli sanitari.
affidabile
prudente
RFS Korotayev
Nave logistica
Vladivostok, rotte del Pacifico settentrionale
Operativa, non tracciabile
Legata ai resti del comando russo orientale. Trasporta personale militare, carburante e veicoli. Ha incrociato la Brena almeno una volta vicino a rotte controllate da Vladivostok. Non è una nave commerciale: pretende identificazione immediata.
militare
armata
MSV Maribel
Nave da crociera
Mediterraneo, Malta, Alessandria, Haifa
Incerto
Usata durante le prime evacuazioni e per il trasporto di feriti. Nei primi anni dopo il collasso aveva una reputazione positiva, ma le ultime segnalazioni sono contraddittorie: alcuni dicono che sia ancora attiva sotto scorta armata, altri che sia stata sequestrata o trasformata in nave quarantena.
medicina
ricerca
contesa
M/T Saint Orlov
Petroliera
Mar Nero, Mediterraneo orientale
Operativa
Nota per trasportare carburante tra porti instabili, spesso sotto accordi poco chiari. Non appartiene ufficialmente a nessuna autorità. La Brena l'ha incrociata nei porti di Odessa e Trebisonda. È una nave imponente, costantemente scortata da una flotta armata mercenaria.
preziosa
sorvegliata
politicamente scomoda
Espada
Rimorchiatore oceanico
Adriatico, Gibilterra, rotte mediterranee
Operativa
Lavora come nave da recupero e traino. È associata all'Autorità portuale di Ravenna, ma accetta contratti anche fuori dalle sue rotte abituali. Ha una reputazione molto pratica: recupera scafi, motori, container e qualunque cosa possa essere venduta.
tecnica
affidabile
opportunista
HMS Ashford
Pattugliatore
Solent, Gibilterra, Atlantico orientale
Operativa
Nave di pattuglia legata ai resti della marina britannica, citata spesso nei racconti di pirati, ispezioni e perquisizioni. La Brena l'ha incontrata nelle acque controllate dal Regno Unito durante i transiti verso Gibilterra.
militare
severa
non negoziabile
Nansen's Bell
Rompighiaccio
Islanda, Bergen, rotte settentrionali
Incerto
Vecchia rompighiaccio convertita a nave da ricerca sanitaria e ambientale. Il suo nome compare in registri legati a Reykjavik-Keflavik e Bergen. Alcuni rapporti dicono che abbia trasportato campioni infetti congelati.
ricerca scientifica
rischio biologico
famosa
M/V Red Pilgrim
Portacontainer
Mediterraneo, Adriatico, Nord Africa
Dispersa
Ricordata come una nave carica di sopravvissuti, usata durante le evacuazioni tardive del Mediterraneo. Per anni ha trasportato persone e risorse tra porti che accettavano ancora migranti. Non se ne hanno notizie da anni.
famosa
civile
simbolica
TCG Karadeniz
Corvetta militare
Trebisonda, Mar Nero, Bosforo
Operativa
Nave militare turca che opera come mercenaria nelle rotte del Mar Nero. Scorta convogli, elimina pirati ed è armata fino ai denti. È nota per aver portato a termine diverse taglie.
mercenari
rapida
aggressiva
LST Grey Mantis
Nave da sbarco (LST)
Singapore, Manila, Hong Kong, Kaohsiung
Presumibilmente operativa sotto altro nome
Una leggenda pirata. Il nome è associato al contrabbando, alla pirateria e al traffico di persone. L'equipaggio è composto da ricercati di tutto il mondo.
pirata
pesantemente armata
equipaggio leggendario
USNS Clement
Nave da trasporto militare
Pacifico, San Diego, Anchorage
Incerto
Citata come nave ausiliaria collegata ai resti della logistica navale americana. Trasportava veicoli, medicinali, moduli abitativi e rifornimenti. Alcune fonti la danno ancora operativa, altre la indicano ferma in un porto militare, usata come magazzino. Compare spesso in documenti di carico recuperati.
logistica
militare
dismessa
Morning Wood
Corvetta militare
Oceano Indiano, Aden, Seychelles, Mombasa
Operativa
Una delle navi più temute nelle rotte dell'Oceano Indiano. Attacca navi isolate, recupera carichi e lascia pochi superstiti. Fa parte di una piccola flottiglia che porta la stessa bandiera.
ostile
pirata
nome leggendario
M/V Nuestra Señora
Mercantile
Valparaíso, Montevideo, Punta Arenas
Operativa
Nave mercantile sudamericana nota per la sua autonomia, con un equipaggio misto e una lunga tradizione di scambi. È in buoni rapporti con la Brena: diversi accordi commerciali sono stati portati a termine con questa nave.
equipaggio unito
pragmatica
Aurora
Rompighiaccio
Artico, Islanda, Murmansk, Arkhangelsk
Probabilmente operativa
Nave pesante usata nelle rotte artiche. Scorta convogli, apre passaggi nel ghiaccio e trasporta materiali sanitari e medici esperti tra le enclave artiche. È lenta e difficile da mantenere, ma preziosissima nelle rotte settentrionali.
solida
rara
indispensabile
Mercy
Nave da crociera
Africa orientale, Mediterraneo, Mar Rosso
Incerto
Gestita da personale religioso, medici volontari e civili armati. Offre cure, quarantena, trasporto profughi e sepolture in mare. È rispettata da alcuni e considerata ingenua da altri.
umanitaria
religiosa
rispettata
Nessuna nave corrisponde alla ricerca.
Capitolo VII
La S.S. Brena
La Brena è conosciuta soprattutto come nave scavenger. Per alcuni significa: persone capaci di entrare in luoghi pericolosi e riportare fuori qualcosa di utile. Per altri significa equipaggio di sciacalli opportunisti. Alcune comunità saranno felici di vedere arrivare la Brena per commerciare, trasportare persone o recuperare risorse che loro non riescono a raggiungere. Altre potrebbero considerarla poco più di una nave di pirati.
Entrambe le reputazioni sono vere, a seconda di chi racconta la storia.
L'obiettivo pratico dell'equipaggio è semplice: riempire la stiva. La Brena può restare in una zona per mesi, ma prima o poi deve ripartire.
Perché il tuo personaggio è sulla Brena?
Potresti essere stato recuperato durante una precedente spedizione, esserti imbarcato in uno dei porti attraversati dalla nave, aver lavorato in cambio di un passaggio o essere entrato nell'equipaggio perché possedevi competenze utili. Potresti anche non avere più un posto dove tornare. Sei una persona che ha ottenuto un posto sulla nave e che, in cambio, partecipa alla sua sopravvivenza e alle spedizioni. Il motivo preciso per cui sei salito a bordo fa parte del background del tuo personaggio.
La routine di gioco
La maggior parte della vita del server ruota attorno alle spedizioni:
Esplorare e scoprire luoghi nascosti
Comprare o costruire il tuo equipaggiamento
Aumentare la capienza della tua cabina
Accettare lavori disponibili da persone e annunci
Trasportare merci dagli avamposti fino alla nave
Trovare materiali e risorse speciali
Missioni S.O.S. e di recupero persone
Costruire e difendere avamposti
Smontare e riciclare ciò che può essere riutilizzato
Scoprire indizi di varia natura
E soprattutto: portare qualcosa indietro. Se torni sulla nave con materiali utili, hai fatto il tuo lavoro.
La stiva
È un deposito scenografico che rappresenta il risultato del lavoro collettivo dell'equipaggio, e si riempie o si svuota con ciò che succede sul server. Spedizioni riuscite, commerci, recuperi, eventi e accordi con altre comunità aumentano progressivamente le scorte della Brena. Più l'equipaggio lavora bene, più la nave accumula ciò che le servirà per continuare il viaggio.
Le risorse recuperate durante la permanenza sulla mappa vengono consegnate e accumulate nella stiva. Alcune serviranno immediatamente. Altre verranno conservate per il viaggio successivo. Altre ancora saranno usate come merce di scambio nei porti futuri.
Quello che viene conquistato può essere perso. La Brena può essere attaccata, una spedizione può fallire, una comunità può tradire un accordo, un deposito può essere distrutto, un carico può essere rubato. Se, per esempio, dei pirati attaccano la nave e l'equipaggio fallisce la difesa, una parte delle scorte viene sottratta.
L'economia della Brena
Sulla nave si usano i .380acp per gli acquisti comuni e i Crediti di Bordo, buoni cartacei emessi dalla nave per pagare beni, servizi e ricompense di valore. 1 Credito = 1000 proiettili .380acp Fuori dalla nave le cose cambiano. Alcuni insediamenti potrebbero accettare i Crediti della Brena, ma molte comunità preferiscono beni concreti: carburante, medicinali, materiali tecnici, munizioni, cibo, ricambi o altre risorse. Ogni comunità può avere una propria economia.
“La Brena non può produrre tutto ciò di cui ha bisogno, ma può creare beni che ormai sono difficili da trovare a terra.”
Destinazione: Hashima
La S.S. Brena è arrivata ad Hashima. Le informazioni ricevute parlano di strutture industriali abbandonate, miniere, bunker militari, archivi lasciati indietro e nessuna autorità locale riconosciuta. Hashima è una delle numerose tappe della Brena. Che cosa l'equipaggio riporterà indietro, e che cosa troverà negli archivi dell'isola, dipende da voi.
Radar militari convivono con messaggi morse e note consegnate a mano. Vecchi server custodiscono dati che nessuno riesce più a leggere. Una nave costruita per trasportare container può diventare una città indipendente. Una fabbrica dimenticata può provocare una guerra. Un medico può valere più di cento fucili. E un singolo bambino può essere considerato il bene più importante di un'intera comunità.