THE HIVE Discord

Hashima RP / Lore

Expedition HashimaLa lore di The Hive · Stagione 1

Il mondo dopo il Virus Z, la nuova società e il viaggio della S.S. Brena.

Questa raccolta riunisce tutto ciò che si sa del mondo di THE HIVE. Le informazioni sono quelle note a gran parte della popolazione e all'equipaggio della S.S. Brena: voci, registri, trasmissioni radio e racconti dei superstiti. Non tutto ciò che si racconta è vero, e non tutto ciò che è vero viene raccontato.

Il relitto di una nave incagliata su una costa rocciosa sotto un cielo in tempesta.

Capitolo I

Il mondo dopo il Virus Z

Eventi noti a gran parte della popolazione.

Un sopravvissuto osserva dall'alto un porto in rovina.
  1. L'incidente della Rify

    L'incidente della Rify è considerato l'evento chiave nella diffusione del Virus Z. La versione pubblica collega il relitto, incagliato sulle coste del Chernarus nel 2018, a materiali contaminati, sostanze pericolose e ricerche non dichiarate.

  2. Il cambiamento climatico

    Negli anni precedenti alla pandemia vera e propria si iniziano a registrare temperature medie più basse e anomalie climatiche sempre più evidenti. All'epoca nessuno parla seriamente di una nuova era glaciale: il fenomeno viene considerato una normale anomalia climatica.

  3. Il meteorite di Chiemsee

    Pochi mesi prima dell'incidente della Rify viene registrata la caduta di un meteorite. Testimonianze provenienti da regioni distanti descrissero una scia luminosa e la possibile caduta di uno o più frammenti. I dati disponibili sono incompleti: alcuni osservatori indicarono un'origine naturale, altri collegarono l'evento alla pandemia. Da allora sono nate decine di teorie, molte probabilmente fantasie. Alcune continuano però a interessare gruppi scientifici e militari, e una parte della popolazione è convinta che il meteorite sia la causa del Virus Z.

  4. La pandemia

    Tra il 2018 e il 2020 il Virus Z raggiunge il suo picco di contagi. Miliardi di morti. Milioni di infetti.

  5. Il Grande Silenzio

    Il Grande Silenzio indica il periodo in cui le comunicazioni globali smisero di funzionare. Prima caddero internet e le reti civili. Poi le trasmissioni di emergenza. Infine rimasero solo canali radio locali o privati. Oggi il Grande Silenzio è considerato il vero punto di non ritorno: da quel momento nessuno ha più avuto una visione completa del mondo.

  6. Il collasso delle grandi città

    Le grandi città furono le prime a diventare ingestibili. Troppa popolazione, ospedali pieni, panico, saccheggi, violenza incontrollata e infrastrutture al collasso. Alcune vennero evacuate. Altre furono sigillate. In alcuni casi vennero cancellate con bombardamenti usati come contenimento estremo.

  7. La rinascita della pirateria

    Dopo il collasso della società moderna il mare è tornato a rivestire un ruolo centrale. Le rotte sicure cambiano costantemente, condizionate dalla disponibilità di carburante, dalle condizioni meteo, dall'influenza delle nuove città-stato e dalla presenza di pirati.

    I pirati moderni cercano risorse vitali: assaltano i mercantili per depredare carburante, cibo, medicine, armi, pezzi di ricambio tecnologici e anche personale qualificato.

Nei racconti dei superstiti

  • Grandi città perdute
  • Esecuzioni sommarie di civili sospettati di infezione
  • Bombardamenti usati come contenimento
  • Razionamento di cibo e acqua
  • Il meteorite del 2018
  • La nave Rify, 2018
  • Evacuazioni fallite
  • Ospedali abbandonati
  • Convogli spariti
  • Autorità locali che mentono sul proprio livello di controllo
  • Navi funzionanti trattate come risorse inestimabili
  • Il Virus Z rallentato dal freddo estremo

Lo stato del mondo

300–350milioni di persone, stimate

Le stime restano imprecise: molte regioni e città non comunicano da anni.

Dove si vive
La maggior parte della popolazione mondiale è concentrata vicino al mare. Enclave, città-stato, porti fortificati, comunità e isole remote.
Società
Frammentata, sostenuta da rotte navali, comunicazioni radio sporadiche, scambi e baratti locali, autorità provinciali.
Tecnologia
La tecnologia avanzata esiste ancora. Il problema è reperirla, alimentarla, mantenerla e trovare personale capace di utilizzarla.
Produzione
La maggior parte delle comunità vive di recupero, piccole riparazioni, riciclo e produzione locale. Solo pochissime città-stato mantengono fabbriche, laboratori e industrie.

Non esiste una cura per il Virus Z.

Radar militari convivono con messaggi morse e note consegnate a mano. Vecchi server custodiscono dati che nessuno riesce più a leggere. Una nave costruita per trasportare container può diventare una città indipendente. Una fabbrica dimenticata può provocare una guerra. Un medico può valere più di cento fucili. E un singolo bambino può essere considerato il bene più importante di un'intera comunità.

Capitolo II

Le nazioni

Ciò che resta del vecchio mondo.

Federazione Russa

La Russia risulta ancora esistente, almeno in parte. Trasmissioni radio, convogli e presidi costieri confermano una gestione centralizzata in alcune regioni. Il controllo reale del territorio varia molto, ma la presenza militare russa è ancora riconoscibile in diversi settori.

Informazioni note

  • Alcune basi militari sono ancora operative
  • Diversi porti strategici risultano controllati
  • Esistono convogli e tratte ferroviarie protette

Unione Europea

Il termine “autorità europee” viene ancora usato in vecchi documenti, permessi, visti, registri e comunicazioni radio. Per molti superstiti, però, l'Europa è una rete di porti, città-stato, enclave agricole e basi militari che collaborano quando conviene.

Informazioni note

  • I porti hanno assunto grande importanza
  • Documenti e timbri europei possono ancora avere valore in alcune enclave

Regno Unito

Il Regno Unito risulta ancora esistente. La sua natura insulare ha permesso un contenimento migliore rispetto al continente, ma il costo è stato enorme. Le coste sono militarizzate, gli sbarchi non autorizzati vengono respinti e molte città, inclusa Londra, sono perdute.

Informazioni note

  • Parte della marina britannica è ancora operativa
  • Il Distretto del Solent è uno degli snodi più importanti
  • L'accesso via mare è rigidamente controllato
  • Gli stranieri vengono accettati solo in casi selezionati

Stati Uniti d'America

Washington viene ancora nominata in alcune comunicazioni ufficiali, ma il controllo reale sull'intero paese è incerto. Molte autorità locali, basi militari e stati federali operano in completa autonomia.

Informazioni note

  • Stati federali isolati
  • Grandi città perse
  • Militari che operano autonomamente
  • Parti della flotta navale sarebbero ancora attive nell'Atlantico e nel Pacifico
  • Informazioni ufficiali rare e contraddittorie

Repubblica Popolare Cinese

Il governo centrale continua a essere nominato in trasmissioni, documenti e messaggi ufficiali, e ufficialmente la Cina mantiene una linea di continuità statale. Fuori dalle aree fortificate, però, l'autorità varia da regione a regione: molte province sono diventate amministrazioni autonome. Chi viaggia o commercia sa che ogni settore può avere regole, valute, permessi e comandi diversi.

Informazioni note

  • Alcune zone industriali sono operative
  • I porti principali sono militarizzati
  • L'accesso agli stranieri è limitato

Giappone

Il Giappone ha subito un collasso grave, soprattutto nelle aree urbane ad alta densità. Tokyo, Osaka e altri grandi distretti sono considerati perduti. Alcune isole, prefetture costiere e autorità portuali risultano però ancora attive.

Informazioni note

  • Alcune zone costiere sono ancora accessibili
  • Sasebo Harbour è uno degli scali più noti

Trasmissione ricevuta · area di Hashima

Nell'area di Hashima, le informazioni che abbiamo ricevuto parlano di strutture industriali abbandonate, miniere, bunker militari, archivi lasciati indietro e assenza di autorità locali riconosciute.

Australia

L'isolamento geografico ha rallentato la diffusione iniziale del Virus Z, soprattutto nelle zone remote. Il contagio è arrivato comunque attraverso porti, voli e navi cargo. Le grandi città costiere come Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth sono considerate perse.

Informazioni note

  • La Tasmania è considerata una delle aree più stabili
  • Gli ingressi via mare sono rigidamente controllati

Capitolo III

La nuova società

Nuova società, nuove regole.

Una famiglia di sopravvissuti guarda un porto fortificato sotto una bandiera.

Forme di comunità

Città-stato

Attorno ai porti e alle ferrovie ancora funzionanti si sono create comunità indipendenti. Controllano banchine, carburante, magazzini, officine, scali, trasmissioni radio e flotte mercantili. Alcune si presentano come governi, altre sono gestite da mercanti, famiglie locali o ex autorità portuali. Vivono di scambi commerciali, trasporto via mare, riparazioni e controllo delle rotte.

Comunità navali

Molte navi ancora operative sono diventate comunità indipendenti. La S.S. Brena rientra in questa categoria: una comunità autonoma con regole interne, reparti, gerarchie e risorse limitate. Una nave funzionante vale quanto una città.

Enclave

Molti sopravvissuti hanno formato piccoli gruppi indipendenti. Alcuni hanno occupato strutture, villaggi, basi abbandonate, fattorie, miniere o impianti industriali. Altri si sono trasformati in milizie territoriali, comunità isolate o semplicemente in banditi. Le enclave possono essere stabili, povere, violente, autosufficienti o completamente dipendenti da scambi esterni.

Centri di ricerca

Alcuni laboratori avanzati e centri di ricerca sono sopravvissuti. Di solito si trovano in luoghi difficili da raggiungere e non lavorano più per il pubblico. Possono dipendere da governi residui, autorità militari, città-stato o gruppi privati. Le informazioni affidabili sono poche: i nomi circolano, ma i dettagli reali sono quasi sempre riservati.

Il valore delle persone

Il Grande Silenzio non ha cancellato soltanto stati e governi: ha cambiato anche il valore delle persone. Dopo anni di epidemia, carestia, migrazioni e conflitti, la popolazione mondiale è una frazione di quella precedente al Virus Z. In molte regioni il problema principale non sono le risorse materiali, ma trovare abbastanza persone capaci di mantenere funzionante ciò che resta. Un medico, un tecnico navale, un elettricista industriale o un ingegnere possono valere più del carico di una nave. Le comunità sopravvissute hanno sviluppato leggi, economie e costumi molto diversi fra loro.

Popolazione

Le comunità conosciute possono comprendere poche decine di persone oppure diverse migliaia. Gli insediamenti più grandi sono spesso città-stato costiere, porti fortificati o vecchie industrie ancora parzialmente funzionanti.

Gli spostamenti via terra sono estremamente pericolosi, mentre una nave può trasportare persone, carburante, macchinari, medicinali, materiali da costruzione e interi moduli abitativi e industriali tra comunità distanti centinaia di chilometri. Esistono ancora enclave continentali, ma molte dipendono dai collegamenti con la costa.

Le regioni più interne sono spesso anche quelle dove sono rimasti più reperti tecnologici intatti: fabbriche, depositi militari, laboratori e infrastrutture costruite prima del collasso. Raggiungerle significa però attraversare centinaia o migliaia di chilometri nelle zone più compromesse dal Virus Z.

Specie in via d'estinzione

La scarsità di popolazione ha conseguenze che vanno oltre la mancanza di manodopera. I bambini sono pochi: in alcune comunità non ne nasce uno per anni. La natalità ridotta e la dimensione limitata degli insediamenti hanno trasformato anche il ricambio genetico in un problema concreto. Per questo matrimoni, trasferimenti e accordi di residenza hanno spesso anche una funzione demografica.

Alcune comunità organizzano programmi di migrazione volontaria. Altre mantengono registri genealogici. Altre ancora hanno sviluppato rituali, consuetudini o procedure formali legate alla procreazione, che possono essere completamente volontarie oppure fortemente influenzate dalla pressione sociale. Le città più organizzate cercano soprattutto persone provenienti da altri insediamenti: un nuovo abitante significa nuove competenze, ma anche nuovo patrimonio genetico.

Migrazione e cittadinanza

Molte città-stato offrono condizioni particolari ai migranti. Medici, ingegneri, tecnici industriali, agronomi, meccanici, chimici e personale sanitario possono ricevere alloggio o accesso rapido alla cittadinanza. Alcune comunità inviano deliberatamente emissari nelle città-stato per reclutare personale qualificato. La migrazione è diventata così una forma di competizione politica: una città può perdere una guerra senza che venga sparato un colpo, semplicemente perdendo i propri tecnici o medici.

Temi maturi. Le sezioni che seguono descrivono aspetti duri di questo mondo. In gioco restano sullo sfondo: si traducono in contratti, debiti, prigionieri e conseguenze RP, mai in scene esplicite.

Commercio di persone

In alcune regioni è tornata la schiavitù. Non esiste una definizione internazionale condivisa. Alcune città-stato permettono il trasferimento di prigionieri, debitori o condannati da usare per i lavori più rischiosi. Altre riconoscono contratti di servizio estremamente vincolanti. In alcune aree le persone vengono scambiate direttamente tra comunità, per ragioni economiche, professionali, diplomatiche o demografiche: un tecnico specializzato può essere ceduto come parte di un accordo commerciale, un gruppo di lavoratori trasferito in cambio di carburante o medicinali. Nei casi più estremi gli accordi riguardano persone considerate adatte ad ampliare il patrimonio genetico di comunità isolate. Queste pratiche sono tra gli argomenti più divisivi del mondo contemporaneo. Nei porti più grandi esistono perfino intermediari specializzati nel negoziare contratti di trasferimento.

Un mercato di contratti di trasferimento in un porto.
Mercato degli schiavi. Fortezza di Bergen. Norvegia.

Traffico di bambini e organi

Negli archivi contemporanei esistono testimonianze di traffico di organi umani e bambini. I casi più estremi descrivono strutture specializzate nelle quali i prigionieri venivano mantenuti in vita per essere usati come fonte di organi e tessuti. Non tutte le testimonianze possono essere verificate, ma alcuni siti sono stati realmente scoperti.

Questi episodi hanno dato vita a una delle poche convenzioni informali condivise tra molti porti: chi organizza questo tipo di commercio raramente trova protezione diplomatica quando viene catturato.

Cannibalismo

Il cannibalismo non è più universalmente considerato un tabù. Rimane fortemente condannato nella maggior parte delle comunità, ma esistono regioni dove viene tollerato e integrato nelle tradizioni locali. Sono note sette, enclave e gruppi apertamente cannibali. Alcuni considerano il consumo dei morti un rituale religioso, altri lo giustificano come necessità, altri ancora hanno costruito intere identità comunitarie attorno alla pratica. Il semplice sospetto di cannibalismo può bastare perché un insediamento venga escluso da molte rotte commerciali.

Un accampamento sulla costa.
Accampamento di un gruppo cannibale. Grandi Laghi. Canada.

Gli infetti

Per la maggior parte delle comunità una persona infetta non è più recuperabile. Ucciderla viene generalmente visto come un atto di pietà. Molti equipaggi e comunità mantengono rituali specifici per i membri che mostrano i primi sintomi: alcuni preferiscono essere uccisi da un compagno, altri chiedono di essere lasciati indietro, alcune comunità cremano immediatamente i corpi. Le differenze culturali sono enormi, ma il principio è quasi universale.

“Nessuno vuole diventare uno di loro.”

Vecchiaia

Gli anziani sono diventati rari. Malattie facilmente curabili nel vecchio mondo tornano a essere letali, e in molte comunità raggiungere i sessant'anni significa essere considerati molto anziani. Non esistono sistemi pensionistici capaci di sostenere persone per decenni: chi può continua a lavorare, chi non può dipende dalla famiglia o dalla comunità. Per le malattie terminali alcune culture hanno sviluppato forme riconosciute di suicidio assistito. Può essere una procedura medica, un rituale religioso, un ultimo viaggio, oppure la decisione personale di non consumare risorse che potrebbero servire ai più giovani.

La cura del Virus Z

Nei primi anni dell'epidemia si parlava continuamente di una possibile cura. Oggi quelle storie appartengono quasi alla mitologia. Ogni porto ne conosce almeno due versioni, ma nessuna prova è mai stata abbastanza convincente da chiudere la discussione. La maggior parte delle persone considera la cura una favola.

Esistono anche racconti su individui immuni al Virus Z. Quasi sempre vengono liquidati come leggenda. Ogni tanto, però, emergono testimonianze difficili da spiegare: individui mai infettati da graffi e ferite, campioni di sangue apparentemente anomali. Non esistono prove pubblicamente riconosciute. Ma esistono organizzazioni disposte a spendere enormi quantità di risorse per trovarle.

Il valore delle competenze

Nel vecchio mondo esistevano milioni di persone capaci di riparare un motore, operare un macchinario o mantenere una centrale elettrica. Oggi quelle conoscenze stanno scomparendo. Radar, turbine, sistemi informatici, apparati medici, sistemi d'arma e macchinari automatizzati possono ancora funzionare: il problema è trovare qualcuno che sappia farli funzionare. Per questo medici, tecnici specializzati, ingegneri, meccanici navali e manutentori di impianti industriali sono estremamente preziosi. La perdita di una singola persona può significare perdere definitivamente una tecnologia. Molte comunità conservano manuali, videocassette tecniche, libri universitari e documentazione industriale come veri patrimoni.

Il ritorno all'analogico

Componenti elettronici, batterie specialistiche e reti digitali dipendevano da una catena industriale globale che non esiste più. Il mondo ha quindi assistito a un ritorno massiccio verso tecnologie più semplici e riparabili.

Politica

Il potere politico è diventato fortemente localizzato. Le grandi nazioni esistono soprattutto come memoria e simbolo; il controllo reale appartiene alle città-stato, alle comunità fortificate e alle reti di insediamenti. Alcune città sono diventate importanti perché controllano qualcosa che gli altri non possiedono. Non è raro che due comunità combattano per mesi per il controllo di una sola infrastruttura. Nel nuovo mondo una vecchia fabbrica capace di produrre cuscinetti può essere più strategica di un intero quartiere residenziale.

Isole e città perse

Il Grande Silenzio ha lasciato intere regioni fuori dalle mappe, e lo stesso vale per numerose isole. Alcune non hanno più comunicato con il resto del mondo. Ogni tanto una nave decide di controllare. A volte trova rovine. A volte trova sopravvissuti. A volte non torna.

Città sotterranee

Esistono racconti su comunità nate interamente sotto terra: tunnel ferroviari, bunker militari, miniere, metropolitane. La più famosa sarebbe quella sviluppatasi nella metropolitana di Mosca. Le informazioni affidabili sono poche e spesso contraddittorie. Secondo alcuni racconti migliaia di persone vivrebbero ancora nei tunnel; secondo altri si tratta di una leggenda costruita attorno a un best-seller famoso nel vecchio mondo.

Regioni artiche

Le zone artiche rappresentano un paradosso. Sono tra le regioni più difficili in cui vivere: producono poco cibo, possiedono poche risorse facilmente accessibili e dipendono fortemente dal carburante. Sono però anche tra le aree meno colpite dagli infetti. Per questo alcune comunità hanno scelto deliberatamente di stabilirvisi: la sicurezza biologica viene pagata con una lotta quotidiana contro il freddo e la fame.

Centrali nucleari

Il destino di numerose centrali nucleari rimane sconosciuto. Alcune sono state spente correttamente durante i primi anni della crisi. Altre sono state abbandonate. Per alcune non esistono comunicazioni dal Grande Silenzio. Le mappe nautiche e terrestri riportano quindi vaste aree di esclusione basate su informazioni spesso vecchie di anni. Nessuno sa con certezza quali zone siano realmente contaminate.

Una squadra di recupero sotto una centrale abbandonata.
Squadra di recupero. Sellafield. Gran Bretagna.

Capitolo IV

Il mare

Navi, aviazione e guerra.

Le navi

Le navi trasportano praticamente qualsiasi cosa. Persone. Animali. Veicoli. Macchinari. Medicinali. Munizioni. Carburante. Materiali industriali. Informazioni. Tecnici. Prigionieri. Intere comunità.

Molte imbarcazioni sono state modificate decine di volte. Una nave cargo può montare radar militari recuperati. Un vecchio traghetto può diventare una città galleggiante. Un peschereccio può essere trasformato in officina. Una nave militare può utilizzare componenti civili semplicemente perché sono gli unici disponibili. L'estetica navale contemporanea è il risultato della necessità: saldature, pezzi recuperati, antenne e sistemi costruiti mezzo secolo prima convivono sulla stessa nave.

Le navi militari ancora operative sono tra le più temute, ma il loro valore reale dipende dalle munizioni. Un sistema d'arma navale senza proiettili compatibili è soltanto ferraglia costosa. Per questo alcune vecchie unità utilizzano armamenti completamente diversi da quelli originali: cannoni terrestri, mitragliatrici, lanciarazzi, sistemi civili modificati. Una nave può conservare radar e corazzatura militare ma combattere con armi montate vent'anni dopo il suo varo.

Alcune navi non appartengono a nessuna città-stato: esistono come comunità autonome. La S.S. Brena appartiene a questa categoria. La sua sopravvivenza dipende da ciò che riesce a ottenere a terra. Gli equipaggi esplorano isole e località abbandonate, recuperano ciò che può ancora avere valore e lo scambiano nei mercati delle città-stato.

Questo rende alcune navi politicamente scomode. Possono commerciare con più fazioni, entrare in territori contesi, trasportare persone indesiderate, recuperare informazioni che qualcuno preferirebbe dimenticare. Eppure molte città non possono permettersi di cacciarle, perché hanno bisogno di ciò che portano.

Sono stati registrati diversi casi di imbarcazioni trovate alla deriva con l'intero equipaggio infetto. Alcune continuavano a navigare grazie al pilota automatico, altre sono state ritrovate incagliate sulle coste. Le cosiddette navi fantasma sono considerate estremamente pericolose: possono contenere carburante, cibo, armi, attrezzature o tecnologie, ma anche centinaia di infetti rinchiusi nei ponti inferiori. Per questo il loro recupero è uno dei lavori più redditizi e meno popolari del nuovo mondo.

Aviazione

Possedere velivoli funzionanti è diventato uno dei simboli più evidenti della ricchezza di una città-stato. Pochissime comunità possono permettersi una vera aviazione: carburante, ricambi, piste, meccanici e piloti rappresentano costi enormi. Per questo la maggior parte degli aeromobili operativi è vecchia e mantenuta in condizioni operative con componenti recuperati.

Nel mondo attuale anche una macchina antiquata può cambiare completamente l'equilibrio militare di una regione. Un elicottero può raggiungere in un'ora un luogo che richiederebbe giorni via terra. Per questo ogni velivolo capace di decollare viene trattato come risorsa strategica.

Un elicottero su una piattaforma di manutenzione.
Piattaforma di manutenzione. Stretto di Gibilterra.

La guerra

Utilizzare deliberatamente gli infetti durante un conflitto è considerato uno dei pochi crimini universalmente riconosciuti. Quasi tutte le comunità considerano questa pratica disumana. Questo non significa che non accada. Alcuni gruppi pirata sono diventati famosi proprio per aver liberato infetti contro insediamenti costieri o aver trainato navi infette verso porti nemici. Queste tattiche hanno contribuito alla reputazione quasi leggendaria di alcuni capitani pirata.

Capitolo V

Città-stato famose

Porti, enclave e fortezze conosciute.

Asia orientale e Pacifico settentrionale

Sasebo Harbour

Giappone meridionale

Ex area portuale giapponese trasformata in autorità autonoma. È una delle realtà più note vicino all'area di Hashima. Controlla banchine, officine navali, carburante e magazzini. L'ingresso è regolato da quarantene e registrazione obbligatoria.

  • stabile
  • severa
Sasebo Harbour, illustrazione.

Perimetro Busan

Corea del Sud

Una delle enclave portuali più importanti dell'Asia orientale. Il centro urbano è stato ridotto, ma il porto e alcune zone industriali sono rimasti operativi sotto amministrazioni locali militari-civili.

  • organizzata
  • armi
  • difficile da raggiungere

Singapore

Sud-est asiatico

Sopravvissuta riducendosi a una città-fortezza. Il controllo sugli ingressi è estremo, le quarantene sono lunghe e il razionamento è rigido. Resta uno dei nodi più importanti per carburante, tecnologia e rotte tra Oceano Indiano e Pacifico.

  • efficiente
  • tecnologia
  • impenetrabile

Manila Bay

Filippine

Spesso nominata nelle trasmissioni del Pacifico, ma le informazioni sono contraddittorie. Alcune zone portuali sarebbero ancora attive, altre sarebbero cadute sotto milizie o gruppi criminali.

  • instabile
  • pericolosa
  • legata al traffico di organi e persone

Kaohsiung Free Docks

Taiwan

Zona portuale fortificata, con alcune industrie pesanti e cantieri attivi. Non è chiaro quanto resti del vecchio governo taiwanese, ma il porto compare spesso nei documenti mercantili.

  • industria
  • tecnologia
  • armi

Shanghai

Cina orientale

Shanghai era troppo popolata per sopravvivere come città. Le notizie parlano di insediamenti fluviali e portuali separati, controllati da comandi locali, sicurezza privata o resti statali. Il nome “Shanghai” circola ancora, ma indica solo zone militarizzate e non la città.

  • enorme
  • frammentata
  • pericolosa

Hong Kong Quarantine Zone

Cina meridionale

Conosciuta come porto chiuso. La situazione attuale è poco chiara: alcuni mercanti sostengono che parti del porto funzionino ancora, altri parlano di una zona morta, troppo rischiosa per attraccare.

  • chiusa
  • pirati
  • persa

Russia orientale e Artico

Cittadella di Vladivostok

Russia orientale

Uno dei principali porti militari sopravvissuti nel Pacifico settentrionale, legato a ciò che resta del comando russo nell'Estremo Oriente. Controlla navi, depositi, cantieri, scorte militari e alcuni collegamenti ferroviari.

  • militarizzata
  • freddo
  • strategica

Porto Bianco di Arkhangelsk

Russia settentrionale

Enclave artica nata attorno ai cantieri navali e alle rotte del nord. Il clima ha aiutato il contenimento, ma rende la sopravvivenza dipendente da carburante, manutenzione e scorte.

  • freddo estremo
  • isolata

Murmansk

Russia nord-occidentale

Citata come nodo militare artico ancora operativo. Ha valore per rotte navali, carburante e armi. Non è una città aperta: è una zona militare con presenza civile.

  • strategica
  • carburante
  • freddo estremo

Novosibirsk

Siberia

Un nodo ferroviario. Le voci parlano di depositi e tratte ancora attive fino a Mosca. Sopravvive grazie a controllo territoriale, logistica e treni corazzati.

  • freddo estremo
  • ferrovia
  • orsi
Novosibirsk, illustrazione.

Mediterraneo

Gibilterra

Stretto di Gibilterra

Una delle enclave più strategiche al mondo: controlla il passaggio tra Atlantico e Mediterraneo. È associata a resti britannici ed europei. Qui le navi vengono ispezionate, respinte o sequestrate.

  • fortezza marittima
  • blocco navale
  • trasmissioni radio

Ravenna

Nord Adriatico, Italia

Città-stato nata attorno al porto, ai magazzini e a ciò che resta del polo chimico. È governata da un consiglio misto di autorità portuali ed ex funzionari politici.

  • cantieri navali
  • industria chimica
  • carburante
Ravenna, illustrazione.

Cagliari Arsenale

Mar Tirreno, Italia

Nota come porto sopravvissuto del Mediterraneo. La città interna è abbandonata, ma banchine, cantieri navali e magazzini militari sono ancora attivi. Commercia con comunità costiere, convogli e navi indipendenti.

  • militare
  • isolata
  • sicura

Marsiglia

Francia meridionale

Viene citata spesso, ma non sempre bene. Il porto sarebbe diviso tra autorità locali e reti di contrabbando. Non è considerata sicura, ma resta difficile da ignorare sulle rotte mediterranee.

  • politicamente instabile
  • corruzione
  • legata al traffico di organi e persone

Malta

Mediterraneo centrale

Sopravvissuta grazie alla sua posizione naturale e a un severo controllo marittimo.

  • chiusa
  • strategica
  • inaccessibile

Alessandria d'Egitto

Mediterraneo orientale

Parte della città è perduta, ma il porto e alcune zone costiere sarebbero ancora attivi sotto autorità militare.

  • sovrappopolazione
  • rischio biologico
  • instabile

Haifa

Levante

Citata come porto fortificato con accesso limitato.

  • militare
  • segretezza
  • inaccessibile

Cipro

Mediterraneo orientale

Isola divisa tra più comunità civili e presidi armati. La posizione la rende importante e contesa da altre città-stato.

  • strategica
  • politicamente instabile

Europa settentrionale e Atlantico

Rotterdam

Paesi Bassi

Uno dei nomi più importanti d'Europa. Controlla parte delle vecchie infrastrutture logistiche: canali, magazzini, cantieri e officine.

  • cantieri navali
  • industria
  • organizzata

Lega del Baltico

Scandinavia, Baltico, Germania settentrionale

Rete di porti e insediamenti costieri (Danimarca, Finlandia, Svezia, Åland, Fær Øer, Germania) che coopera per mantenere rotte sicure, scambi e pattuglie di sicurezza. Rispetto ad altre zone funziona in modo relativamente ordinato.

  • sicurezza
  • cooperazione
  • freddo
Lega del Baltico, illustrazione.

Fortezza di Bergen

Norvegia

Sopravvissuta grazie alla sua geografia, alla bassa densità abitativa e alla possibilità di controllare gli accessi via mare. Accoglie pochi stranieri e applica controlli severi.

  • ordinata
  • freddo
  • accesso limitato

Reykjavik-Keflavik

Islanda

Area autonoma nata tra il porto, l'aeroporto e le vecchie infrastrutture geotermiche. È uno dei luoghi più ambiti dai migranti dell'Atlantico: energia, acqua pulita, isolamento strategico.

  • stabile
  • isolata
  • accesso limitato

Distretto del Solent

Regno Unito

Area fortificata tra Portsmouth, Southampton e l'isola di Wight. È uno dei principali snodi britannici. Le coste sono controllate e gli sbarchi vengono respinti.

  • marina britannica
  • blocchi navali
  • militare

Cork Harbour

Irlanda

Citata come porto libero atlantico aperto agli scambi. È meno militarizzata di altri scali, ma mantiene controlli sanitari e portuali.

  • commercio
  • alcol
  • comunità civile unita

Africa, Medio Oriente e Oceano Indiano

Jebel Ali

Golfo Persico, Emirati Arabi Uniti

Enclave nata attorno al grande porto di Dubai. È controllata da un misto di autorità locali e sicurezza privata. È nota per carburante, pezzi industriali, veicoli e tecnologia.

  • veicoli
  • carburante
  • accesso limitato

Aden

Yemen

Scalo pericoloso tra Mar Rosso e Oceano Indiano. L'autorità cambia spesso tra milizie e amministrazioni locali.

  • pericolosa
  • politicamente instabile
  • legata al traffico di organi e persone

Mombasa

Kenya

Una delle enclave più citate dell'Africa orientale. Porto, ferrovia e commercio la rendono importante, ma anche bersaglio costante dei pirati locali.

  • pirati
  • caldo
  • trafficata

Table Bay

Sudafrica

Uno dei principali scali dell'emisfero sud. Controlla cantieri, acqua, magazzini e industrie tecnologiche.

  • strategica
  • tecnologia
  • industria

Port Louis

Mauritius

Isola di transito nell'Oceano Indiano, utile come sosta per acqua, riparazioni e rifornimenti.

  • isolata
  • commercio limitato
  • comunità civile unita

Seychelles Outer Stations

Seychelles

Rete di isole e piattaforme costiere. Alcune sarebbero abitate e sicure, altre usate come basi logistiche dai pirati locali.

  • isolate
  • pirati
  • legate al traffico di organi e persone

Nord America

Halifax

Canada Atlantico

Uno dei porti nordamericani più citati. La posizione sull'Atlantico e la presenza della flotta militare l'hanno resa un centro di controllo e scambio.

  • organizzata
  • militare
  • freddo

Boston

USA nord-orientali

Famosa per la sua caduta. Le notizie più aggiornate parlano di quarantena e settori persi. Non è una città sicura, ma resta un nome importante quando si parla di ricerca medica legata al Virus Z.

  • speranza
  • ricerca sul Virus Z
  • persa
Boston, illustrazione.

Norfolk

USA, Virginia

Uno dei nomi più associati a ciò che rimane della flotta navale militare statunitense. Non è una città aperta: è una zona logistica militare.

  • marina USA
  • accesso negato
  • segretezza

Great Lakes

USA / Canada

Rete di comunità nate attorno ai Grandi Laghi: avamposti e porti lacustri, agricoltura e pesca.

  • comunità civile unita
  • agricoltura
  • alcol

San Diego

USA occidentali

Citata come città persa del Pacifico. Le informazioni sono poche: potrebbe essere parzialmente attiva, divisa in settori o compromessa.

  • comunicazioni interrotte

Anchorage

Alaska

Piccola enclave nota come punto estremamente isolato, utile come sosta di rifornimento per le rotte artiche.

  • freddo estremo
  • remoto
  • carburante

America Latina e Atlantico meridionale

Valparaíso

Cile

Porto libero del Pacifico meridionale. È noto tra navi e mercanti per riparazioni, scambi e alcol. Ha controlli meno rigidi di altri porti, ma anche meno sicurezza.

  • porto libero
  • pirati
  • alcol

Punta Arenas

Cile meridionale

Scalo importante per le rotte verso l'Atlantico meridionale. È piccolo, freddo e isolato.

  • freddo
  • comunità civile unita

Montevideo

Uruguay

Porto relativamente ordinato rispetto ad altre aree sudamericane. Mantiene una funzione commerciale regionale.

  • sicurezza
  • commercio
  • riparazioni

Santos

Brasile

Famosa per l'industria, ma le notizie sono contraddittorie. Alcuni parlano di settori ancora attivi, altri di guerre tra gruppi locali.

  • industriale
  • caotica
  • legata al traffico di organi e persone

Ushuaia Last Port

Argentina

Circola nelle storie dei sopravvissuti come porto remoto e difficile da raggiungere. Abbastanza famoso da essere cercato da chi non ha più alternative.

  • fine del mondo
  • isolamento
  • freddo estremo

Capitolo VII

La S.S. Brena

Navi alla fonda in una baia, viste da una postazione sulla costa.

La Brena è conosciuta soprattutto come nave scavenger. Per alcuni significa: persone capaci di entrare in luoghi pericolosi e riportare fuori qualcosa di utile. Per altri significa equipaggio di sciacalli opportunisti. Alcune comunità saranno felici di vedere arrivare la Brena per commerciare, trasportare persone o recuperare risorse che loro non riescono a raggiungere. Altre potrebbero considerarla poco più di una nave di pirati.

Entrambe le reputazioni sono vere, a seconda di chi racconta la storia.

L'obiettivo pratico dell'equipaggio è semplice: riempire la stiva. La Brena può restare in una zona per mesi, ma prima o poi deve ripartire.

Perché il tuo personaggio è sulla Brena?

Potresti essere stato recuperato durante una precedente spedizione, esserti imbarcato in uno dei porti attraversati dalla nave, aver lavorato in cambio di un passaggio o essere entrato nell'equipaggio perché possedevi competenze utili. Potresti anche non avere più un posto dove tornare. Sei una persona che ha ottenuto un posto sulla nave e che, in cambio, partecipa alla sua sopravvivenza e alle spedizioni. Il motivo preciso per cui sei salito a bordo fa parte del background del tuo personaggio.

La routine di gioco

La maggior parte della vita del server ruota attorno alle spedizioni:

  • Esplorare e scoprire luoghi nascosti
  • Comprare o costruire il tuo equipaggiamento
  • Aumentare la capienza della tua cabina
  • Accettare lavori disponibili da persone e annunci
  • Trasportare merci dagli avamposti fino alla nave
  • Trovare materiali e risorse speciali
  • Missioni S.O.S. e di recupero persone
  • Costruire e difendere avamposti
  • Smontare e riciclare ciò che può essere riutilizzato
  • Scoprire indizi di varia natura

E soprattutto: portare qualcosa indietro. Se torni sulla nave con materiali utili, hai fatto il tuo lavoro.

La stiva

È un deposito scenografico che rappresenta il risultato del lavoro collettivo dell'equipaggio, e si riempie o si svuota con ciò che succede sul server. Spedizioni riuscite, commerci, recuperi, eventi e accordi con altre comunità aumentano progressivamente le scorte della Brena. Più l'equipaggio lavora bene, più la nave accumula ciò che le servirà per continuare il viaggio.

Le risorse recuperate durante la permanenza sulla mappa vengono consegnate e accumulate nella stiva. Alcune serviranno immediatamente. Altre verranno conservate per il viaggio successivo. Altre ancora saranno usate come merce di scambio nei porti futuri.

Quello che viene conquistato può essere perso. La Brena può essere attaccata, una spedizione può fallire, una comunità può tradire un accordo, un deposito può essere distrutto, un carico può essere rubato. Se, per esempio, dei pirati attaccano la nave e l'equipaggio fallisce la difesa, una parte delle scorte viene sottratta.

L'economia della Brena

Sulla nave si usano i .380acp per gli acquisti comuni e i Crediti di Bordo, buoni cartacei emessi dalla nave per pagare beni, servizi e ricompense di valore.
1 Credito = 1000 proiettili .380acp
Fuori dalla nave le cose cambiano. Alcuni insediamenti potrebbero accettare i Crediti della Brena, ma molte comunità preferiscono beni concreti: carburante, medicinali, materiali tecnici, munizioni, cibo, ricambi o altre risorse. Ogni comunità può avere una propria economia.

“La Brena non può produrre tutto ciò di cui ha bisogno, ma può creare beni che ormai sono difficili da trovare a terra.”

Destinazione: Hashima

La S.S. Brena è arrivata ad Hashima. Le informazioni ricevute parlano di strutture industriali abbandonate, miniere, bunker militari, archivi lasciati indietro e nessuna autorità locale riconosciuta. Hashima è una delle numerose tappe della Brena. Che cosa l'equipaggio riporterà indietro, e che cosa troverà negli archivi dell'isola, dipende da voi.

Radar militari convivono con messaggi morse e note consegnate a mano. Vecchi server custodiscono dati che nessuno riesce più a leggere. Una nave costruita per trasportare container può diventare una città indipendente. Una fabbrica dimenticata può provocare una guerra. Un medico può valere più di cento fucili. E un singolo bambino può essere considerato il bene più importante di un'intera comunità.